Dieci lune

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Certo è che il tempo è un argomento per persone competenti, per scienziati che mi faranno sentire blasfema solo perché affronto l’argomento, benché lo affronti dal fuoco più obliquo possibile e con la massima umiltà. Non sono un fisico, di fotoni ed inerzie non ne so nulla, a stento faccio le divisioni, già ostiche per me.
Quindi nel mio immaginario il tempo non può essere mera matematica. Eppure non posso ignorarlo, come non l’hanno ignorato nemmeno i miei predecessori Neanderthalensi, gli indiani d’america, e mi sento più vicina a loro che a voi, ché delle velocità infraluminali e di quelle sopraluminali non ne so nulla.

Poi c’è il Paradosso filosofico, quello che piace al romanzo e alla filmografia e, in verità, piace tanto anche a me, passeggiare avanti e indietro nel tempo, sarebbe bellissimo, a chi non piacerebbe salutare il bisavolo e benedire il tris nipote. E poi via coi flash back. Ma a me piace pensare che il tempo parta da me per andare avanti e indietro, non è superbia la mia, né egocentrismo, solo accettazione di una pochezza.

Ma ecco, un giorno mia figlia rimane incinta e BAM! La cosa comincia ad essermi più chiara, chiara proprio. Ci hanno ridetto, con un incongruo dischetto di cartone che tra nove mesi + otto sarebbe nato un bambino. Ma perché nove mesi e non dieci lune? Le donne e le piante quello conoscono di tempo e voi a dirci e ripeterci che sono mesi e non lune, ma chi l’ha stabilito e perché. Non è un rigurgito vetero femminista il mio, vi giuro, è una domanda semplice, da serva della gleba, da gente che ha a che fare con la terra grassa e con le rose. Con i cavoli e le mestruazioni. Con melograni e ulivi.
Per noi la luna crescente non è una magia, solo più luce per la nostra linfa. Mese sinodico contro mese siderale. Solo un maschio poteva scegliere il mese siderale, così logico, così matematico, così poco naturale. Chiamatemi pazza, strega, vecchia e insulsa, sono più di cinquecento anni che il calendario è siderale, ma non aiuta la pace, il riposo la crescita, il concepimento, l’ozio e la riflessione. Tirate pure il tempo con la molla che vi fa comodo. Io no, a costo di sembrare folle, per i miei fiori e i miei pensieri, continuo a guardare la luna.

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