Il tedesco che non ti aspetti

monaco

Scorcio dell’Hofbräuhaus, storica birreria di corte

Quando si parla di Germania ci vengono subito in mente alcuni clichés abusati: gran lavoratori, precisi al limite della pignoleria, freddi e scostanti, mangiapatate e bevitori di birra. Se sulla birra non mi sento di contraddire nessuno, la mia personale esperienza e conoscenza di un particolare tipo di tedesco, il monachese (chi cioè è nato e cresciuto a Monaco di Baviera), mi porta a dover sovvertire questi luoghi comuni. Per farlo vi racconto le abitudini di Alois, monachese tipo, alla ricerca della sua Gemütlichkeit, quel sentimento cioè di comodità, aria di casa, tranquillità e familiarità che libera dagli affanni del quotidiano.

La cena
Alois lavora sì tanto, in fabbrica o in ufficio, ma non vive per questo. Tutto ciò che desidera è tornarsene a casa per le sette dove lo aspetta il suo Abendbrot (letteralmente pane della sera), pane nero con burro e formaggio o un affettato, accompagnato dalla immancabile birra. Se li mangerà sul tavolo di cucina che ha una panca e un posto ad angolo sormontato da due mensole su cui fanno bella mostra di sé boccali di birra da esposizioni, coppe vinte al torneo di Schafkopf (una specie di briscola molto in voga in Baviera) e altri ammennicoli del genere. Tra le due mensole, proprio nell’angolo, trova posto un crocifisso e questo posto speciale (il cosidetto Herrgottswinkel, cioè l’angolo di Nostro Signore) conferisce alla stanza e alla casa quello che Alois e i suoi compari cercano veramente: la Gemütlichkeit.

I castagni
Questo particolare sentimento Alois lo cerca però anche fuori di casa. Perciò dopo cena o per le feste comandate esce e va in birreria dove siede al suo Stammtisch, il suo posto fisso, dove incontra gli amici di una vita con cui chiacchierare, giocare a carte e bere. Di fisso però non ha solo il posto ma anche il boccale personale che chiude con un lucchetto in una rastrelliera.
D’estate la birreria si trasferisce all’aperto, nei cosiddetti Biergarten, sotto l’ombra di secolari castagni, piantati a suo tempo perché le sue radici orizzontali non danneggiavano le cantine sotterranee dove veniva conservata la birra al fresco. Un tempo era obbligatorio portarsi il cibo da casa, adesso dovunque si trovano polli arrosto, Brezen, Meerrettich (un rafano molto piccante) e Obatzda (un formaggio molle puzzolente), tutta roba buona che però fa venir una gran sete. Così si ricomincia il giro delle birre. E come potete notare non ho parlato di patate.

Il brindisi
La Gemütlichkeit che ispira la vita di Alois, insomma, è un’atmosfera in cui si sente a proprio agio, caratterizzata da armonia, sicurezza, assenza di conflitti e problemi. Porta la calma e la pace nella frenesia, non sopporta agitazione, liti o preoccupazioni. È incompatibile col duro lavoro. A Monaco di Baviera questo status è così importante che è l’oggetto di una canzone da birreria, molto cantata soprattutto all’Oktoberfest, “Ein Prosit (un brindisi) der Gemütlichkeit”, cosa che ha contribuito a diffonderla nel mondo.

Ad Alois e compagni piace godersi la vita con gioia e rilassatezza. Vi sembrano tedeschi?

 

 

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