‘A controra

È l’ora del meriggio insolente, dell’assordante frinire delle cicale, del violento contrasto delle bougainville sulle case bianche di calce, quando anche le lucertole cercano riparo tra le crepe dei muri a secco, fra capperi e fichidindia. Dietro le persiane che faticano a tener lontana la luce, la mente cerca il riposo, l’otium. E

qui c’è il resto, se ti va

Ninì, mio padre

Posso cominciare dalla fine, da quando ho lasciato scivolare nella sua bara una mia poesia che parlava di noi, o dall’inizio, dal mio primo ricordo, quando mi teneva tra le braccia per farmi dormire e mi cantava “La spagnola sa amar così”. Non c’è differenza per me. Quelle braccia forti

qui c’è il resto, se ti va